Progetto Adotta un SIC
(D.G.R. n. 1743/03)seconda edizione
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Le scuole di Sestri Ponente adottano il Monte Gazzo |
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I.T.I.S. Italo Calvino |
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RAPPRESENTAZIONE TRIDIMENSIONALE DI UN BACINO IDROGRAFICO
• Il Rio Molinassi
—  Origini e cenni storici
La parola “Molinassi” deriva chiaramente dal dialetto genovese e significa “zona dei mulini”, infatti i “Molinassi” rappresentano una località nel settore Nord-Occidentale di Sestri Ponente, menzionata soltanto nelle cartine topografiche dell’Istituto Geografico Militare.
La storia di questa località è strettamente collegata con quella di Sestri Ponente che appartenne alla Repubblica di Genova seguendone il declino. L’area del Molinassi subì l’invasione delle truppe Austro-Sarde e scampò dall’invasione di Napoleone che penetrò in Liguria nel 1796.
Con la caduta della Repubblica di Genova alcuni borghi del Ponente entrarono sotto la giurisdizione di Sestri Ponente; mentre San Giovanni Battista venne dichiarato comune autonomo. Quest’ultimo iniziò a costituire il comune di residenza per gli abitanti della Valle del Molinassi fino alla Rivoluzione Francese. Il comune venne diviso in quattro parti e questa valle rientrò nella frazione Briscata. Dal 1924 sparì il comune di San Giovanni e passò sotto la giurisdizione di Sestri Ponente fino a quando Sestri non fu accorpata al comune di Genova.
—  Vie di comunicazione
La vallata dell’alto corso del torrente del Molinassi,che nasce a circa 430 metri sul livello del mare dal monte Contessa e sfocia nel tratto di mare di fronte a Sestri dove sorgevano gli stabilimenti dell’Ansaldo,è percorsa da una strada comunale carrozzabile,che rappresenta la via di comunicazione più conosciuta e più sfruttata.Questa strada è denominata via Briscata e corre lungo la sponda sinistra del torrente per i primi 500 metri circa fino al primo ponte in cemento per poi adagiarsi lungo la sua sponda destra per 100 metri scarsi fino al secondo ponte in ferro.La restante parte della vallata è percorsa da via Sant’Alberto.Questa attraversa la valle per circa 1 km e si collega con la parte alta della vallata tramite via Torrente Molinassi che grazie a via Rollino arriva al santuario del Gazzo.Va rilevato infine che la valle è interessata dal passaggio dell’autostrada A10 Genova - Ventimiglia. Un’altra via di comunicazione tra la Valle e il territorio circostante è la ferrovia Genova-Ovada-Acqui-Asti.
—  Vegetazione e fauna tipica
Di sicuro l’albero simbolo della Valle per la sua rarità è la splendida e gigante camelia ultra-centenaria. Spesso è meta per botanici e impiegati del corpo forestale. Lo stesso vale per una rara felce tropicale che cresce soltanto in un punto lungo il Molinassi cioè in una curva del torrente. Inoltre è sempre stato adornato da piccoli filari di ontani sulle sue sponde, mentre sulle colline circostanti si estendono a perdita d’occhio le acacie, pini marittimi e castani. Compaiono pure altri begli alberi come quelli d’alloro e ciliegi. Si possono segnalare le formazioni pioniere serpentinicole a euforbia spinosa ligure, gli aspetti legati ai substrati calcarei nudi, i prati arbustati con significative popolazioni di orchidee. Ci sono specie rare o endemiche come lo zafferanino ligure, la peverina di Voltri, e il Fior gallinaccio acutissimo. Le orchidee sono protette da convenzioni internazionali e da legge regionale. Per la fauna, interessanti sono le presenze di specie troglobie endemiche legate alle cavità carsiche, un tempo assai più sviluppate. Sono segnalate circa 40 specie di uccelli protetti da normative internazionali e la falena Euplagia quadripunctaria, di interesse comunitario prioritario.Tra gli uccelli più comuni la becaccia, ghiandaie e falchi. Passando agli animali acquatici sono da ricordare l’anguilla e varie tipi di trote.

—  Procedimento di costruzione del modello tridimensionale
Dopo esserci procurati una cartina dove è rappresentato il rio Molinassi in cd, salvarla in scala 1:5000 sul desktop e entrare in Autocad.
Incollarla come immagine raster ricordandosi di mettere come fattore di scala 10354/5.Considerare solo la parte di cartina interessata dal fiume evidenziandola e ripassare tutte le isoipse più marcate che vanno in 25 in 25 perché le altre troppo difficili da vedere.Ricordarsi di ripassare le isoipse con una polilinea perché se no non si potrà estrudere successivamente.Oltre ad usare la polilinea si può anche utilizzare “_skpoly” immettendo un fattore di scala e utilizzando il comando schizzo.
Copiare le polilinee insieme alla sezione e unirle con il comando edita - polilinea – unisci.
Spostare la polilinea con altezza pari alla isoipsa precedente dando come altezza di estrusione 25.
Alla fine di questo passaggio si otterrà il profilo della montagna e per renderlo più verosimile scegliere un materiale nella libreria dei materiali.
Dentro questo programma c’è una vasta scelta di materiali e sicuramente si può trovare quello più adatto.Ora si deve scegliere un punto di vista che metta in risalto il corso del fiume. Se non si vedesse ancora bene si può cercare di migliorare mettendo le ombre e le luci.Le luci si possono collocare dove si vuole e regolare l’intensità e il colore.