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L'acqua: un bene universale
Conflitti e tensioni relativi all'acqua Problemi geopolitici e climatici dovuti all'acqua Disponibilità e distribuzione delle risorse idriche Gestione delle risorse idriche: proposte alternative
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PROBLEMI
GEOPOLITICI E CLIMATICI DOVUTI ALL'ACQUA
1)2003 Anno internazionale dell'acqua. 2003 Anno dell'Acqua: obiettivo dell'Anno Internazionale è quello di stimolare l'azione sui problemi idrici fondamentali. La disponibilità di acqua dolce pulita rappresenta una delle tematiche più importanti che l'umanità deve attualmente affrontare - e sarà una questione sempre più critica per il futuro, dal momento che la crescente domanda è superiore alle disponibilità e l'inquinamento continua ad avvelenare fiumi, laghi e ruscelli. Accordo sugli obiettivi: L'Anno Internazionale giunge in una fase importante per affrontare i problemi idrici e fognari degli 1,2 miliardi di persone che non possono contare su un accesso all'acqua potabile e dei 2,4 miliardi di persone che non dispongono di impianti fognari adeguati. Nel settembre 2000 i leader mondiali, in occasione del Vertice delle Nazioni Unite sul Millennio, si sono impegnati a dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non sono in condizione di raggiungere o non possono permettersi di bere acqua potabile. Raggiungere questi obiettivi richiede un'azione coordinata, non soltanto da parte dei governi ma anche da parte delle persone che utilizzano l'acqua e di coloro i quali investono su di essa e sono inoltre necessarie delle risorse considerevoli. La scarsità idrica costituisce altresì un problema critico per lo sviluppo futuro. Nel corso del 20° secolo, infatti, l'utilizzo dell'acqua è cresciuto a un tasso più che doppio rispetto a quello della popolazione. Come conseguenza del loro sfruttamento intensivo, le falde freatiche stanno diminuendo e alcuni fiumi, come il Colorado River negli Stati Uniti e il Fiume Giallo in Cina, spesso si prosciugano prima di raggiungere il mare. Piani per l'Anno dell'Acqua 2003: Le Nazioni Unite, i governi e numerosi partner del settore non governativo e del settore privato stanno progettando una vasta gamma di eventi e di attività per l'Anno Internazionale dell'Acqua, che vengono coordinati congiuntamente dal Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali e dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).
2) La siccità in Nord America. Oggi le riserve di acqua dolce del pianeta sono minacciate dalla combinazione di siccità, eccesso di coltivazione e pascolo. Nel 1940 e nel 1980 luso di acqua è raddoppiato, in gran parte per soddisfare i bisogni di una popolazione umana in rapida crescita. Oggi, gran parte dellacqua dolce disponibile in Nord America viene utilizzata per la coltivazione di cereali destinati allalimentazione animale: il risultato è che le falde acquifere del Midwest e delle Grandi Pianure si stanno rapidamente esaurendo, e che la carenza sta rapidamente cambiando le modalità di utilizzo dellacqua nei settori industriali, commerciali e domestici. E già accaduto che, nella zona occidentale del paese, alcune città e quartieri residenziali abbiano subito razionamenti di acqua, con forti limitazioni alluso domestico e industriale. Dalle falde della San Joaquin Valley viene attinta acqua a un ritmo che supera la capacità di rigenerazione di 2000 miliardi di litri allanno. Gli allevatori del West hanno a lungo goduto del privilegio di accedere alle risorse idriche locali. Nei primi tempi, essi fecero in modo di costruire i propri recinti vicino a fiumi e torrenti, per soddisfare il bisogno dacqua della mandria. Il controllo sui diritti dacqua ha contribuito a garantire agli allevatori il potere politico ed economico necessario per dettare condizioni sulluso dei territori vergini. Oggi, numerosi torrenti e fiumi che attraversano le praterie sono ridotti a rigagnoli, o completamente disseccati, a causa delleccesso di pascolo, dellerosione del suolo e della desertificazione. Sfortunatamente, le attuali normative tributarie federali incentivano agricoltori e allevatori a pompare sempre più acqua dalla falda acquifera sotterranea. In New Mexico, Texas e Kansas, il proprietario di un terreno ha diritto di sfruttamento totale della falda acquifera sottostante, per compensare il fatto che i costi di pompaggio aumentano con labbassamento del livello di trivellazione per raggiungere la falda.
3) Il mondo verso la crisi idrica. 3) Il mondo verso la crisi idrica. Entro il 2025 circa 3 miliardi e mezzo di persone (circa la metà della popolazione mondiale) potrebbero trovarsi di fronte a gravi carenze dacqua. Già oggi oltre un miliardo di persone non possono fare affidamento su di una fornitura continua di acqua potabile, mentre 2,4 miliardi di persone - più di un terzo della popolazione mondiale - non hanno a disposizione impianti fognari adeguati. Le cause sono la scarsità e la disomogeneità delle precipitazioni, legate ai cambiamenti climatici ma soprattutto lalto livello di inquinamento. Nei paesi in via di sviluppo il 90% dellacqua di scarico viene riversata direttamente nei fiumi, provocando ogni anno 250 milioni di malati. Il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg ha fissato una serie di obiettivi ambiziosi circa i problemi dellacqua, tra cui quello di dimezzare il numero di persone che non hanno un accesso adeguato allacqua e ai servizi sanitari entro il 2015. Il progetto, ha come obiettivi la lotta alla povertà e la conservazione della biodiversità (varietà delle specie animali e vegetali) e vede la proficua cooperazione tra istituzioni e comunità locali.. Il Living Planet Index 2002 (lindice elaborato del WWF che misura lo stato di salute degli ecosistemi e della biodiversità) denuncia che il mondo ha già perso più della metà della biodiversità degli ecosistemi di acqua dolce dal 1970 al 2000, più che per gli ecosistemi terrestri e marini.
L'emergenza acqua è dovuta a una congiuntura di fattori: 1) L'Aumento della popolazione mondiale comporta una sempre crescente richiesta di questa risorsa. 2) L'inquinamento causa l'esclusione di importanti fonti di approvvigionamento a)gli scarichi civili riversano nei fiumi una tale quantità di materia organica da bloccare le naturali potenzialità autodepurative dell'acqua. b)gli scarichi industriali riversati direttamente nei fiumi o in mare, o che arrivano indirettamente a fiumi e laghi attraverso le precipitazioni metereologiche. c)I fertilizzanti e i pesticidi usati in agricoltura provocano l'inquinamento delle falde acquifere. 3) I cambiamenti climatici globali: a)l'effetto serra causato dall'aumento della concentrazione di CO2 nell'atmosfera ha infatti gravi ripercussioni sull'assetto idrico del pianeta. b)Nelle regioni aride comporterà un aumento annuo della temperatura con conseguente calo delle precipitazioni del 10% circa. c)Mentre nelle regioni a clima freddo o temperato porterà a un aumento delle precipitazioni nei periodi invernali (di 2-3 volte) e a una loro diminuzione del 20-40% nei periodi primaverili.
5) Accordi politici sul risparmio dellacqua. Il consumo da parte umana dell'acqua è cresciuto di sei volte nell'ultimo secolo e il tasso di crescita della popolazione è raddoppiato. Proprio a causa della sua fondamentale importanza e del rischio che, da bene collettivo lacqua possa diventare un bene economico, da qualche tempo la questione dell'acqua rappresenta una tematica su cui varie realtà sociali e politiche si stanno confrontando e, in certi casi, scontrando.
La privatizzazione della gestione dell'acqua a livello globale è sperabile? La privatizzazione della gestione dell'acqua a livello globale è sperabile? La privatizzazione della produzione-gestione dell'acqua è un fenomeno già in atto. Attualmente ha raggiunto uno stadio avanzato soprattutto nei Paesi industrializzati, che sono caratterizzati da un regime stabilmente democratico, dove l'ordinamento giuridico tutela in maniera forte e decisa la libera concorrenza degli agenti economici, anche attraverso delle istituzioni politicamente trasversali e, soprattutto, dove il tessuto socio-economico ha raggiunto uno stato di maturità e sviluppo tale che l'applicazione e la tutela del principio della libera concorrenza trova una sua giustificazione sociale ancora prima che giuridica. Le istituzioni pubbliche dovrebbero continuare a svolgere, nel perseguimento dell'interesse della collettività, la loro azione di governo della privatizzazione dell'acqua, fissando limiti, controlli e standard ambientali sostenibili a tutte le imprese private che vogliano operare in questo settore. Nei paesi in via di sviluppo una privatizzazione dell'acqua non avviene nelle stesse condizioni e con le stesse tutele presenti nei Paesi industrializzati, e può quindi, produrre dei veri e propri "fallimenti di mercato". Nei Paesi meno sviluppati il regime di concorrenza non è abbastanza maturo per lasciare la gestione della risorsa più importante del nostro pianeta in mano ai privati, quindi è quantomeno prematuro il tentativo di estendere politiche economiche ancora in via di perfezionamento a paesi dove esistono differenti condizioni socio-economiche.
Nelle zone più aride la questione idrica è sempre servita ad alimentare la propaganda di regimi nazionalisti - si pensi alla retorica che circonda la costruzione di una grande diga, e ai nomi che le vengono dati: Saddam, Ataturk, Nasser. Così l'acqua si è trasformata, di volta in volta, in obiettivo strategico da colpire per indebolire l'avversario, in uno strumento di ricatto che serviva a garantire la supremazia regionale. Con l'attuazione del progetto Gap, che prevede la realizzazione di 22 dighe e 19 centrali idroelettriche, la Turchia ha due obiettivi: ribadire la sua supremazia rispetto a Siria e Iraq - anche quelli alle prese con progetti idraulici altrettanto imponenti - e controllare militarmente (con la scusa di proteggere i cantieri dagli attentati) i territori dell'Anatolia sudorientale, che da sempre sono roccaforte dei curdi.Il caso turco, così come quello israeliano, dimostra come le "guerre per l'acqua" possano essere la conseguenza più che la causa delle tensioni internazionali, e rivela la pericolosità delle logiche dell'idropolitica. Una politica di potenza basata sul ricatto idrico, e sulle difficoltà di approvvigionamento degli avversari, non è certo la strada migliore per risolvere la penuria d'acqua: al contrario, tende a "mantenere" la scarsità per poter far valere i propri meccanismi. E' chiaro che, in questo contesto, la proposta di considerare l'acqua come bene economico raro, assegnandole un prezzo di mercato che ne rifletta la scarsità, non favorisce la pace e la cooperazione, come sostengono i suoi fautori, ma porta dritti alla petrolizzazione dell'acqua. La soluzione ai problemi legati alla scarsità idrica in molti casi non si trova nell'acqua, o in costose e discutibili soluzioni tecniche, ma passa per la volontà politica dei dirigenti. Che vuol dire avviare una seria cooperazione a livello regionale e internazionale.
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