L'acqua: un bene universale

Conflitti e tensioni relativi all'acqua

Problemi geopolitici e climatici dovuti all'acqua

Disponibilità e distribuzione delle risorse idriche

Gestione delle risorse idriche: proposte alternative

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NORME PER FAVORIRE IL RISPARMIO E L'UTILIZZO APPROPRIATO DELLA RISORSA

Nei piani di tutela sono adottate misure volte ad assicurare l'equilibrio tra la disponibilità della risorsa e i fabbisogni per i diversi usi, tenendo conto del minimo deflusso vitale, della capacità di ravvenamento della falda e della destinazione d'uso della risorsa compatibile con le relative caratteristiche qualitative e quantitative. Le autorità competenti effettuano la revisione delle concessioni delle grandi e piccole derivazioni, secondo le priorità indicate dall'Autorità di bacino, al fine del mantenimento o del perseguimento degli obiettivi di qualità e della necessità di garantire il minimo deflusso vitale. Le concessioni di utilizzazione delle acque minerali sono subordinate al pieno soddisfacimento delle esigenze potabili. L'articolo 23 della legge, poi, riporta alcune modifiche al regio decreto 1775/33 atte a garantire un più razionale uso della risorsa attraverso: · l'obbligo a utilizzare risorse più appropriate per i diversi usi (non va usata l'acqua potabile per lavare le strade o irrigare i giardini o per altri usi che non richiedono particolari qualità):
- l'utilizzo di risorse riservate all'uso potabile comporta il triplicamento del canone di concessione;
- è previsto un decreto attuativo per definire norme tecniche per il riutilizzo agricolo delle acque reflue.
· criteri per le concessioni. Nel concedere derivazioni e autorizzare nuovi pozzi, nella scelta tra più domande concorrenti è preferita la domanda che da sola, o in connessione con altre utenze concesse o richieste, presenti la più razionale utilizzazione delle risorse idriche in relazione ai seguenti criteri:
- l'attuale livello di soddisfacimento delle esigenze essenziali dei concorrenti anche da parte dei servizi pubblici di acquedotto o di irrigazione, evitando ogni spreco e destinando le risorse qualificate all'uso potabile;
- le effettive possibilità di migliore utilizzo delle fonti in relazione all'uso;
- le caratteristiche quantitative e qualitative del corpo idrico;
- la quantità e la qualità dell'acqua restituita;
- in caso di più domande concorrenti per usi industriali è preferita quella del richiedente che aderisce al sistema di ecogestione e audit ambientale di cui al regolamento comunitario 1836/93 Cee.
· sono previste sanzioni maggiori per prelievi non autorizzati (si sottolinea in particolare l'abrogazione di alcune parti dell'articolo 17 del regio decreto 1775/33 che rappresentano una sorta di sanatoria);
· per incentivare il riutilizzo di acque già usate è previsto, per le utenze industriali, un coefficiente aggiuntivo alla tariffa d'ambito (o al canone di depurazione), riferito al rapporto tra acqua primaria e acqua già utilizzate nel processo produttivo;
· vengono date indicazioni alle Regioni e alle Province autonome affinché vengano adottate norme per:
- migliorare la manutenzione delle reti di adduzione e di distribuzione al fine di ridurre le perdite;
- prevedere la realizzazione di reti duali di adduzione al fine dell'utilizzo di acque meno pregiate per usi compatibili;
- disporre per le nuove costruzioni, e incentivare per gli edifici già esistenti, l'utilizzo di tecnologie di risparmio della risorsa;
- installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa nonché contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano;
- prevedere sistemi di collettamento differenziati per le acque piovane e per le acque reflue;
- prevedere negli strumenti urbanistici, compatibilmente con l'assetto urbanistico e territoriale, reti duali al fine dell'utilizzo di acque meno pregiate, nonché tecnologie di risparmio della risorsa. Il Sindaco rilascia la concessione edilizia se il progetto prevede l'installazione di contatori per ogni singola unità abitativa, nonché contatori differenziati ove già disponibili reti duali.
Le Regioni e le Province autonome devono inoltre adottare programmi per il contenimento dei consumi, per il riciclo dell'acqua e per il riutilizzo delle acque reflue depurate mediante i quali:
- sono prescritti gli usi delle migliori tecniche disponibili per la progettazione e l'esecuzione delle infrastrutture nel rispetto delle norme tecniche emanate ai sensi dell'articolo 6 della legge 5 gennaio 1994, numero 36;
- sono indicate le modalità del coordinamento interregionale anche al fine di servire vasti bacini di utenza ove vi siano grandi impianti di depurazione di acque reflue;
- sono previsti incentivi e agevolazioni alle imprese che adottano impianti di riutilizzo;
- sono predisposte opportune convenzioni con gli enti gestori del servizio idrico integrato e con altri enti per la ricerca, l'informazione e la diffusione dei metodi per il risparmio idrico domestico e nei settori industr