L'acqua: un bene universale

Conflitti e tensioni relativi all'acqua

Problemi geopolitici e climatici dovuti all'acqua

Disponibilità e distribuzione delle risorse idriche

Gestione delle risorse idriche: proposte alternative

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I baluardi della mezzaluna fertile.

Minacce di guerra totale, esercitazioni dei rispettivi eserciti lungo le frontiere, proclami bellicosi da parte dei due governi. Questi gli ingredienti del pericoloso cocktail di guerra che si stava preparando alla frontiera tra Siria e Turchia nel 1998, dopo che Ankara aveva ammonito Damasco a sospendere il supporto offerto ai guerriglieri curdi del PKK che dalle basi in territorio siriano e iracheno lanciavano attacchi quasi quotidiani contro i presidi militari nella Turchia meridionale.Ma al di là delle motivazioni politiche vi era una più elementare causa di attrito: l'acqua.

Già all'inizio degli anni '90 il Pentagono e la Banca Mondiale valutarono che la costruzione dell'immenso bacino idroelettrico turco (esteso tra 22 sbarramenti, centrali elettriche e bacini per oltre 70.000 chilometri quadrati) imperniato sulla gigantesca diga Ataturk avrebbe potuto provocare un conflitto tra Ankara ed i suoi vicini meridionali, Siria ed Iraq, per il controllo delle acque dell'Eufrate. Da quando è stato imbottigliato nel dedalo di dighe e bacini dell'Anatolia, il flusso del fiume lungo il quale nacquero molte delle antiche civiltà è calato progressivamente fino a determinare un crollo della portata d'acqua in Iraq e Siria pari rispettivamente al 60% e al 40%. Nonostante la mediazione del presidente egiziano Mubarak la tensione tra i due paesi è cresciuta con il rischio di un conflitto in cui Damasco avrebbe potuto verificare la potenza di missili balistici pervenuti da Cina e Russia innescando una reazione a catena che avrebbe portato indiscutibilmente a tragici epiloghi.

Gli effetti di un conflitto sui delicati equilibri medio-orientali sarebbero stati devastanti coinvolgendo senza dubbio anche Libano e Iraq. La crisi ha permesso il riavvicinamento tra i regimi del presidente siriano Hafez Assad e di Saddam Hussein, da sempre rivali ma accomunati dalla necessità di garantirsi le risorse idriche necessarie allo sviluppo agricolo ed industriale. Nonostante Ankara abbia promesso un ulteriore aumento del flusso d'acqua diretto nei paesi vicini il contenzioso sembra destinato a restare aperto dal momento che la Turchia ha la capacità strategica di togliere in qualunque momento l'acqua a Iraq e Siria. Dopo cinquant'anni di guerre combattute per il petrolio il Medio Oriente scopre improvvisamente che il vero oro è rappresentato dall'acqua.

La Turchia sta costruendo dighe sul Tigri e sull'Eufrate, che scorrono attraverso Siria e Iraq.Inoltre la Turchia ha firmato, nel 2004, un trattato con Israele per inviare 50 milioni di metri cubi d'acqua l'anno, per 20 anni, dal fiume Manavgat in Anatolia, in cambio di armi. Questo viene chiamato il Grande Progetto Anatolico e include vasti progetti di irrigazione, sette dighe sull'Eufrate, sei dighe sul Tigri e la gigantesca diga di Ataturk. La diga di Ataturk priverà la Siria e l'Iraq della maggior parte del corso dell'Eufrate. Con Israele che già si appropria dell'acqua del Giordano dalle Alture del Golan, la Siria sarà seriamente priva d'acqua quando il Grande Progetto Anatolico della Turchia sarà completato.