L'acqua: un bene universale

Conflitti e tensioni relativi all'acqua

Problemi geopolitici e climatici dovuti all'acqua

Disponibilità e distribuzione delle risorse idriche

Gestione delle risorse idriche: proposte alternative

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Conflitti e tensioni relativi all'acqua

"Nel prossimo secolo, le guerre scoppieranno per l’acqua”. Il monito di Ismail Serageldin, vicepresidente della Banca Mondiale, risale al 1995, ma è più attuale che mai: la scarsa disponibilità d’acqua, infatti, è attualmente causa di oltre 50 conflitti nel mondo. E siccome da questa risorsa dipende la vita, è lecito attendersi che molte altre guerre si scateneranno nel prossimo futuro, per il controllo delle riserve idriche.

Essa ha sempre favorito, attraverso la navigazione dei fiumi, lo scambio e la cooperazione tra i popoli; allo stesso tempo la gestione e l’accesso all’acqua sono diventati, nel mondo, causa di divisione e di conflitti interni e tra Stati confinanti. Il pianeta è rimasto a secco e, guarda caso, ce ne siamo accorti troppo tardi. Sotto la spinta della crescita demografica e per effetto dell'inquinamento, le risorse idriche pro capite negli ultimi trent'anni si sono ridotte del 40 per cento. Gli scienziati avvertono che, intorno al 2020, quando ad abitare la Terra saremo circa 8 miliardi, il numero delle persone senza accesso all'acqua potabile sarà di 3 miliardi circa.

L’acqua è un bene prezioso, ma un miliardo e cinquecento persone nel mondo, non hanno diritto d'accesso alla vita, perché ogni giorno una loro parte muore per problemi legati all'acqua (malattie, sete, fame). Ad accusare il colpo più grave sono principalmente alcune zone dell'Africa: Niger, Alto Volta, Mauritania, Mali, Ciad, Senegal. Tra le cause, si parla di desertificazione, ma la natura non è certo l'unica responsabile della sofferenza africana, l'uomo nel corso degli anni, ha fatto la sua parte. I coloni europei hanno raso al suolo vaste zone di bosco, per fare posto a colture più redditizie. Lo sfruttamento selvaggio del territorio, ha danneggiato irrimediabilmente fauna e flora, con lo sconfortante risultato di un irreversibile impoverimento delle risorse idriche. L'accesso all'acqua deve essere considerato un bene comune dell'umanità.

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